
dedico questo post a Veralios che mi ha regalato tempo fa questa bellissima foto. 


Douce nuit, belle nuit
Tout se tait, plus un bruit
Tu t'endors bien au creux de ton lit
Sur les ailes d'un oiseau tu t'enfuis,
Au milieu des étoiles,
Tu rêves et tout est permis.
Douce nuit, belle nuit
Les cigales, les fourmis
Font la ronde et la lune leur sourit
Les planètes donnent un bal à minuit
Illuminé d'étoiles
Tu rêves et tout est permis.
Oggi è stata una giornata pesante e anche molto triste, un caro amico si è addormentato per sempre. Notte petit Franz, ora avrò una stella in più da guardare prima di addormentarmi.
Nu pianefforte 'e notte
sona luntanamente,
e 'a museca se sente
pe ll'aria suspirà.
È ll'una: dorme 'o vico
ncopp' a nonna nonna
'e nu mutivo antico
'e tanto tiempo fa.
Dio, quanta stelle 'n cielo!
Che luna! e c'aria doce!
Quanto na della voce
vurria sentì cantà!
Ma sulitario e lento
more 'o mutivo antico;
se fa cchiù cupo 'o vico
dint'a ll'oscurità..
Ll'anema mia surtanto
rummane a sta fenesta.
Aspetta ancora. E resta,
ncantannese, a pensà.
(Salvatore di Giacomo)
dedicato a tutte le tracce che, come me, amano i colori
Le impronte del vento brillano sul mare.

Il mese prossimo mia nonna avrebbe compiuto 98 anni! Purtroppo sono oramai davvero tanti anni da quando se ne è andata dormendo, io ero ancora una bimbetta. Mia nonna era proprio la nonna ideale, quella nonna che tutte le nipotine vorrebbero avere. Dopo che rimase vedova, anche se sofferente di cuore da sempre, volle continuare ad essere indipendente e a vivere da sola anche se molto lontana dai figli (mia madre a circa
Dopo la morte di mio nonno si era deciso che fosse mio fratello maggiore quello che doveva dormire nella camera di lei questo perché, se per caso ce ne fosse stato bisogno, era abbastanza grande per accorgersene e chiamare mia madre. Ma io ero troppo legata a mia nonna (ero l’unica nipote femmina, mia cugina ancora non era nata e, purtroppo la nonna se la godette veramente per pochissimo tempo) e così venne il giorno in cui io presi il posto di mio fratello e così finalmente ebbi mia nonna tutta per me anche prima di addormentarmi la sera. Quante storie, favole, filastrocche che mi raccontava e, ancora oggi a più di 34 anni di distanza ancora le ho nel cuore. Con me non si lamentava mai e aveva una pazienza infinita, solo una volta mi ricordo, mi sgridò e fu per me davvero un colpo! Giocando con la mia amichetta con il catino mentre ci si lavava prima di cena consumai tutto il pezzo di sapone che mi aveva dato (sapone verde di marsiglia) e questo “spreco” la mandò su tutte le furie (non fece una scenata ma quello sguardo ancora mi turba).
Poi venne il giorno che se andò. Erano passati quattro anni dalla morte del nonno (mia madre ancora dice che quando lei era giù per consolarla le diceva “ma vedi, ci sono i nipoti, hai i figli, non hai problemi di soldi, cosa ti manca?” lei rispondeva serenamente “mi manca il più”) ed era ferragosto. Alla fine di giugno era stata ricoverata per un po’ di tempo perché la situazione cardiaca era più instabile del solito; dopo vari accertamenti si era deciso di dover applicare una nuova valvola (ora io non so dire bene se le cose stavano veramente così) ma non c’era fretta e mia nonna chiese di poter fare l’operazione dopo l’estate perché voleva ancora una volta andare in campagna come sempre. Non c’erano particolari contro indicazioni e così fu.
Quella mattina io rimasi sola con mia nonna e, questo lo dico io ma i grandi non mi hanno mai dato retta, lei sapeva che quel giorno sarebbe andata da mio nonno. La mattina mi aveva donato delle monete da 2 e 5 centesimi (di lira!) e altre cosette da una scatolina d’argento. Mi aveva anche fatto promettere di fare la brava e di voler sempre bene alla mamma, al papà e ai miei fratelli........”certo nonna, ma perché me lo dici?”.
Poi rientrarono dalla città tutti gli altri e si pranzò normalmente. Dopo pranzo io andai a giocare sul terrazzo e ad un certo punto mi accorsi di un correre su e giù per le scale e forse qualcuno che gridava (ma in realtà io vidi la gente che correva ma il suono il rumore proprio non lo ricordo, vedo l’immagine come fosse un film muto). Mia madre dice che mia nonna, come sempre, si era stesa sul letto mentre lei stava trafficando in cucina e chiacchierava con lei......e ad un certo momento non arrivarono più le risposte.
Ecco mia nonna se ne è andata così...in punta di piedi; è andata dal “suo più” anzi lui è venuta a prenderla due giorni prima della ricorrenza della propria morte...........a volte l’amore è veramente eterno.
Oggi qualcuno mi ha scritto un messaggio dove diceva che avrebbe voluto scomparire ma che avrebbe voluto solo essere certo di mancare a qualcuno...il ricordo di mia nonna e questo messaggio non sono concatenati e non sono legati tra loro ma li lego io, ora, a chiusura di questo post.
Ed ecco che ora, che è quasi mezzanotte, rivedo mia nonna seduta sul suo dondolo di vimini o meglio ancora con il suo bordone (il bastone da passeggio nei boschi) che mi racconta le favole antiche; oppure seduta sotto l’albero di fico a giocare con me, con uno spago legato a formare un cerchio e le mani, mie e sue, che si intrecciano e la sua voce e la mia di bimba che cantano:
sega seghetta le dame di Gae(t)ta che filano la se(t)ta
la filan tanto forte che fan tremar le porte
le porte son d’argento le conto cinquecento
cento cinquanta la gallina canta
e lasciala cantare la voglio maritare...

Sono stata due giorni a Bologna magnifica città (...ma questo già lo sapevo!), due giorni fatti di belle cose da vedere, di buone cose da mangiare, di buone cose da ascoltare, di buone cose da annusare, belle mani da stringere.
L’albergo proprio sotto le torri che quasi ti sembrava di poterle toccare con un dito, un cielo di un azzurro intenso punteggiato, quasi fosse una scenografia pensata solo per me, di paffute nuvole bianche, un leggero venticello che ti cullava.
Due giorni, intensi, in cui mi sono riempita gli occhi e l’anima di immagini antiche e belle: chiese, musei, piazze, scorci della mia vita accademica. Questa volta non sono andata a salutare l’Ercole del Piò ma un pensiero gliel’ho mandato con affetto.
La sera una bella cena al ritmo di jazz facendo lasciare il bicchiere per chi sa.
E poi ancora Piazza Maggiore e le sue ombre, le sue luci, le voci nella notte.
Ho avuto la fortuna di incrociare l’icona di San Luca che, come già successe anni fa, mi è venuta incontro per farsi ammirare. E poi ancora musica e un viaggio nella macchina del tempo, nella macchina delle meraviglie, conoscere da vicino quegli scalini e quel filo magico, e guardare cosa c’è dietro alle favole e alle storie.
Grazie Bologna per esserti fatta trovare così bella per me.......spero di tornare presto e farmi avvolgere ancora una volta dai tuoi nastri.

Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!
Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!
Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.
Rassegnazione d'amore,
tanto infinita come l'impossibile!
Juan Ramon Jeménez